Cambiamento climatico e viticoltura, è tempo di agire

Cambiamento climatico e viticoltura

Il tema del cambiamento climatico è molto pressante e tocca in modo sensibile anche tutte le fasi della vitivinicoltura, dal vigneto alle fermentazioni. Terre di Fumane, in collaborazione con l’Università di Verona, nel corso delle Giornate di Alta Formazione intitolare a Franco Allegrini e a Roberto Ferrarini (che si sono tenute in Valpolicella dal 27 al 29 giugno 2024) ha dedicato uno spazio importante sull’incidenza che esso ha sui processi di appassimento. Nella sezione Pubblicazioni di questo sito è possibile consultare uno studio in lingua inglese su questo
argomento.

Il cambiamento climatico è stato al centro anche dell’edizione 2024 del Salone del Gusto Terra Madre Slow Food che si è tenuto dal 26 al 30 settembre a Torino. Durante la manifestazione sono stati diversi gli appuntamenti e gli eventi dedicati a quello che sta diventando l’argomento principale in tema di agricoltura e sostenibilità.

Un imperativo categorico quello partito da Torino che non prevede appello: il punto di non ritorno è vicino. E i dati lo confermano. Non siamo ancora nel baratro ma molto vicini all’orlo.

Salone del Gusto Terra Madre Slow Food: i protagonisti

Le giornate di Torino hanno visto la presenza di alcuni tra i più importanti profili internazionali nella lotta per la sensibilizzazione al contrasto dei cambiamenti climatici. Da Filippo Giorgi, esperto internazionale nel campo della modellistica del clima, dello studio dei cambiamenti climatici e dei loro impatti sulla società, e già membro dell’Ipcc, il Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici, che, nel 2007, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace a Sara Segantin, scrittrice, reporter e Ambassador per l’European Climate Pact, passando per Paola Favero, scrittrice e vincitrice “Bancarella Sport per la montagna” 2002, “Premio Marcolin” 2005, forestale, alpinista ed esperta di educazione ambientale. Senza dimenticare Margarita Alejandrina Antonio Matamoros, indigena del popolo Miskitu, del Nicaragua, che fa parte del Fondo Internazionale delle donne indigene, moderati da Edoardo Vigna, responsabile dell’inserto “Pianeta 2030” del “Corriere della Sera”.

L’aumento della temperatura media del pianeta

Seppur con voci distinte, il coro è stato unanime. La situazione è seria e bisogna agire velocemente. E se è vero che l’umanità, e quindi anche l’agricoltura, incide sul cambiamento climatico con il 30% delle emissioni di anidride carbonica globale, è altrettanto vero che l’accordo di Parigi, entrato in vigore il 4 novembre 2016 – obiettivo dichiarato: emissioni zero entro il 2050 – sostiene che se le temperature aumentassero di 2 gradi centigradi rispetto all’epoca preindustriale, e ad oggi siamo ad un +1,3 gradi, stravolgerebbero il pianeta, con lo scioglimento delle calotte polari, l’innalzamento dei mari, la minor disponibilità di acqua dolce potabile e con il cambiamento della circolazione globale oceanica. Un quadro tutt’altro che confortante che era stato affrontato, per le sue ricadute sulle attività vitivinicole e sull’appassimento in particolare, anche durante le Giornate di Alta Formazione “Allegrini Ferrarini” che si sono tenute in Valpolicella dal 27 al 29 giugno 2024, promosse da Terre di Fumane, in sinergia con l’Università di Verona.

Ad oggi siamo ad aumento delle temperature di +1,3 gradi, a +2 si stravolgerebbe il pianeta (crediti immagine).

Cambiamento climatico e viticoltura

Le conseguenze di queste azioni errate sono sconfortanti: l’aumento dell’anidride carbonica è costante, le temperature globali sono in crescita come mai negli ultimi 2.000 anni, il livello del mare si innalza per lo scioglimento dei ghiacci. Risultato: gli eventi catastrofici di carattere meteoclimatico sono cresciuti in modo esponenziale: dai 200 del 1980 ai 1.000 del 2018. Lo stesso vale per le cosiddette ondate di calore, come quella straordinaria del 2003, che sarebbero dovute accadere a distanze di secoli, invece in 20 anni ne abbiamo avute ben sei. L’anno scorso è stata coniata l’espressione anglosassone Earth Overshoot Day, cioè il giorno in cui si sono consumate più risorse di quelle che il pianeta terra riesce rigenerare che è stato il 28 luglio 2023, un modo di dire che non esisteva nel passato. Altro elemento su cui riflettere. Cambiamento climatico e viticoltura tocca in modo sensibile anche tutte le fasi della filiera, dal vigneto alle fermentazioni.

Gli eventi catastrofici sono cresciuti in modo esponenziale: 200 nel 1980 e 1.000 nel 2018.(crediti immagine).
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