Gruppo tecnico-scientifico Allegrini-Ferrarini

Terre di Fumane è nata e si è affermata come società per l’appassimento delle uve da destinare alla produzione dei vini della Valpolicella Amarone e Recioto. È sicuramente ai vertici a livello internazionale per i volumi trattati, l’esperienza maturata e le tecnologie utilizzate e sperimentate grazie anche alla collaborazione fruttuosa con l’Università di Verona.

Un successo che è il frutto delle intuizioni, delle sperimentazioni e degli studi scientifici sull’appassimento delle uve del prof. Roberto Ferrarini e della capacità imprenditoriale e della lungimiranza di Franco Allegrini.

Alla memoria di Allegrini, scomparso nel 2022, Terre di Fumane ha intitolato il centro per l’appassimento di via Pellegrini, ex York, mentre al prof. Ferrarini, scomparso nel 2014 è stato intitolato il centro di via Ponte Vaio.

Per onorare la loro memoria è inoltre stato sottoscritto un accordo con l’Università di Verona finalizzato a proseguire e sviluppare la ricerca, attraverso assegni e borse di studio, seminari, finanziamento di progetti specifici legati alla vitienologia, al fine di migliorare ulteriormente il servizio reso alle aziende agricole di una delle zone d’Italia con più elevata vocazione alla produzione di vini di altissima qualità della Valpolicella, noti in tutto il mondo.

Il rapporto con l’Università è seguito dal “Gruppo tecnico-scientifico Allegrini-Ferrarini” costituito da Terre di Fumane, di cui è emanazione e parte; è presieduto dall’amministratore unico pro tempore della società e di cui possono essere chiamati a far parte rappresentanti delle famiglie di Franco Allegrini e di Roberto Ferrarini oltre a persone vicine indicate dall’amministratore unico.

Attualmente è composto da Davide Ugolini, amministratore unico di Terre di Fumane, da Elisa Ferrarini e Matteo Allegrini in rappresentanza delle famiglie, dagli enologi Enrico Nicolis e Gian Maria Ciman, allievi del prof. Ferrarini, e da Lucio Bussi come coordinatore.

Franco Allegrini

La storia di Franco Allegrini è cosa nota: nato nel 1956, è stato un grande interprete della Valpolicella classica. Entra in azienda nel 1983, alla morte del padre Giovanni, a fianco della sorella Marilisa e del fratello Walter, dando nuovi impulsi e credendo fermamente nell’amarone come il vino in grado di competere con i grandi vini internazionali. 

Franco Allegrini all’interno del Centro di appassimento di via Ponte Vaio di Terre di Fumane

Introduce innovazioni nei vigneti, primi fra tutti la sperimentazione a tutto campo dell’uva corvina, seguita dalla sostituzione della pergola trentina con altre forme di allevamento (ad esempio guyot) per continuare poi con la creazione del centro di appassimento “Terre di Fumane”, per la conservazione delle uve destinate all’Amarone e al Recioto. 

Ma l’uomo Allegrini era ancora di più: un sognatore, con i piedi però ben piantati nella sua Valpolicella, un visionario, che anticipava i tempi con le proprie intuizioni a cui dava concretezza, un appassionato sperimentatore e uomo generoso che sapeva condividere le proprie idee vincenti con altri viticoltori. 

Era l’uomo, che pur avvezzo a stare con i grandi, aveva mantenuto la gioia della vita semplice di paese, quella trascorsa con gli amici di sempre, quella della cena nella trattoria vicino a casa, quella del contatto sincero con i suoi operai e dipendenti, quella degli affetti familiari.

Franco Allegrini ha aderito inoltre alle Famiglie storiche, l’associazione che dal 2009 riunisce i produttori più importanti della Valpolicella.

Piace immaginarlo ancora qui, nella sua Valpolicella, in cui non è passato per caso, vivo ancora nelle persone e nei luoghi che gli sono stati cari e nel suo meraviglioso vino.

Roberto Ferrarini

Roberto Ferrarini nato a Cerea nel 1953 arriva in Valpolicella da giovanissimo, terra di cui si è innamorato subito e a cui ha dedicato gran parte della sua vita. Dopo la maturità classica e un diploma di Enotecnico, si laurea in Agraria all’Università di Bologna nel 1979 con il massimo dei voti e la lode con la tesi dal titolo “Prove di elaborazione di vini mediante appassimento artificiale delle uve”.

Il prof. Roberto Ferrarini

Dagli anni ‘90 ha collaborato con Giancarlo Vason per la realizzazione di numerosi brevetti. Intraprende la carriera universitaria diventando nel 2002 professore di Enologia presso l’Università di Verona.

All’attivo ha una dozzina di brevetti internazionali, più di cento pubblicazioni scientifiche e tecniche, oltre ad aver gestito la responsabilità di cantine sperimentali di atenei ed enti pubblici, reparti di ricerca e sviluppo di aziende private e universitari.

All’Università di Verona promuove svariati network internazionali, oggi diventati punti di riferimento tra cui Oenoviti International e Erasmus Mundus.

Dotato di un’innata e instancabile voglia di conoscenza, ha condotto ricerche d’avanguardia tra cui le prime esperienze di produzione di vini a basso tenore di alcool; quelle sulle procedure d’avanguardia nelle fasi di appassimento delle uve destinate alla produzione dell’Amarone, non ultima il lavaggio delle uve; quelle sulla flottazione per la chiarifica dei mosti, e ancora quelle sulla Crioestrazione selettiva.

Oltre all’impegno nel campo scientifico ha segnato l’enologia italiana, e non solo, collaborando con numerose aziende vitivinicole nella realizzazione di vini che sono diventati dei punti di riferimento. Grazie ai risultati ottenuti nel 2009 viene premiato come “Enologo dell’Anno” per la guida dei vini Gambero Rosso e nel 2013 viene insignito del titolo di Benemerito dell’Agricoltura Veneta.

Una voglia di conoscenza che lo ha portato a viaggiare per conoscere le aree tradizionali di produzione vitivinicola del mondo, ma anche quelle nuove e ritenute marginali, come la Georgia e l’Azerbaijan, alla riscoperta di tradizioni antiche magari per declinarle in versione aggiornata a produzioni di qualità.

La malattia lo ha stroncato nel novembre 2014 a Santiago del Cile dove era in attesa di rientrare in Italia dopo aver partecipato al congresso mondiale dell’Oiv, l’Organizzazione internazionale della vite e del vino, di cui era membro come rappresentante del ministero dell’Agricoltura italiano.

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