Il cambiamento climatico impatta sulla produzione vitivinicola mondiale: meno 2% sul 2023. l’Italia tiene.

Il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico impatta sulla produzione vitivinicola mondiale. La stima è di un calo del -2% sullo scorso anno e del -13% sulla media decennale.

È quanto emerge leggendo i dati elaborati dall’Oiv – Organizzazione internazionale della vigna e del vino. Un tema che è molto sentito anche da Terre di Fumane perché, oltre che impattare sui volumi, ha ripercussioni significative anche sul processo di appassimento. I mutamenti del clima e la loro influenza sulla vitivinicoltura sono stati uno degli argomenti affrontati durante la prima edizione delle Giornate di Alta Formazione “Ferrarini-Allegrini” organizzate in collaborazione con l’Università di Verona a fine giugno del 2024.

Vendemmia 2024, un calo a livello mondiale

La vendemmia 2024 registra un ribasso rispetto al 2023. Sulla base dei dati completi raccolti da Oiv provenienti da 29 Paesi che rappresentano l’85% della produzione mondiale nel 2023, la produzione globale di vino per il 2024 è stimata tra 227 e 235 milioni di ettolitri.

L’Italia tiene

L’unico paese in controtendenza sembra essere l’Italia. Nel 2024 viene infatti stimato che l’Italia sia il più grande produttore di vino dell’Ue e del mondo, con una produzione di 41 milioni di ettolitri, in aumento di 2,7 milioni di ettolitri (+7%) sul 2023. Un dato che riflette una parziale ripresa sull’anno precedente, anche se il volume del 2024 è inferiore del -13% alla media quinquennale.

Francia salda al secondo posto

La Francia, mantiene il secondo posto a livello mondiale in quanto a produzione di vino. Nella vendemmia 2024, infatti, produrrà 36,9 milioni di ettolitri nonostante un calo significativo di 10,9 milioni di ettolitri (-23%) sul 2023 e -16% nel confronto con gli ultimi cinque anni. Le cause, spiega l’Oiv, vanno ricercate nelle condizioni meteorologiche avverse in tutto il Paese, dalla fioritura alla vendemmia, che hanno avuto un impatto su tutte le regioni vinicole, con problemi manifestati da piogge continue, epidemie, scarsa fioritura, siccità e grandinate che hanno ridotto le rese.

I cambiamenti climatici impattano hanno ripercussioni significative anche sul processo di appassimento.

La situazione nel resto d’Europa

Nell’Unione Europea la produzione di vino per il 2024 è stimata a 139 milioni di ettolitri (esclusi succhi e mosti) con un calo di 4,8 milioni di ettolitri sul 2023 (-3%) e dell’-11% sulla media quinquennale. Se questi dati saranno confermati, ci troveremmo al cospetto della produzione più bassa registrata dall’inizio del Ventunesimo secolo.

La Spagna sul podio in Europa

La Spagna sale sul podio europeo con la sua posizione di terzo produttore di vino nell’Ue, con un volume stimato a 33,6 milioni di ettolitri nel 2024, un “plus” di 5,2 milioni di ettolitri (+18%) sul 2023, ma inferiore del 4% sull’ultimo quinquennio.

L’influenza dei cambiamenti climatici

Sconvolgimenti e cambiamenti climatici, grave stress idrico, siccità, forti piogge e tempeste distruttive, eventi meteorologici estremi hanno provocato un aumento della pressione delle malattie, danni sostanziali ai vigneti e condizioni difficili di coltivazione. Un quadro sconfortante, calmierato solo da alcuni dati che rendono meno drastica la situazione: da un lato la minor produzione potrebbe facilitare lo smaltimento delle giacenze , dall’altro alla minor quantità corrisponde una migliore qualità. Diverse regioni hanno riportato risultati di buona qualità mediante oculate pratiche di gestione dei vigneti.

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